Via Francigena brasileira

LA FORZA DI OGNI PASSO

 

Piene di emozione le parole del nostro amico pellegrino brasiliano Carlos Alberto de Arruda di ritorno dalla Via Francigena...

 

Originale

CarlosAlbertodeArruda"Sei que na minha caminhada tem um destino e uma direção, por isso devo medir meus passos, prestar atenção no que faço e no que fazem os que por mim também passam ou pelos quais passo eu......
Que eu não me iluda com o ânimo e o vigor dos primeiros trechos, porque chegará o dia em que os pés não terão tanta força e se ferirão no caminho e se cansarão mais cedo...
Todavia, quando o cansaço houver, que eu não me desespere e acredite que ainda terei forças para continuar, principalmente quando houver quem me auxilie...
É oportuno que, em meus sorrisos, eu me lembre de que existem os que choram, que, assim, meu riso não ofenda a mágoa dos que sofrem: por outro lado, quando chegar a minha vez de chorar, que eu não me deixe dominar pela desesperança, mas que eu entenda o sentido do sofrimento, que me nivela, que me iguala, que torna todos os homens iguais...
Quando eu tiver tudo, farnel e coragem, água no cantil, e ânimo no coração, bota nos pés e chapéu na cabeça, e, assim, não temer o vento e o frio, a chuva e o tempo.
Que eu não me considere melhor do que aqueles que ficarão atrás, porque pode vir o dia em que nada terei mais para minha jornada e aqueles, que ultrapassei na caminhada, me alcançarão e também poderão fazer como eu fiz e nada de fato fazer por mim, que ficarei no caminho sem concluí-lo...
Quando o dia brilhar, que eu tenha vontade de ver a noite em que a caminhada será mais fácil e mais amena; quando for noite, porém e a escuridão tornar mais difícil a chegada, que eu saiba esperar o dia como aurora, o calor como bênção...
Que eu perceba que a caminhada sozinho pode ser mais rápida, mas muito mais vazia...
Quando eu tiver sede, que encontre a fonte no caminho, quando eu me perder, que ache a indicação, a seta, a direção...
Que eu não siga os que desviam, mas que ninguém se desvie seguindo os meus passos...
Que a pressa em chegar não me afaste da alegria de ver as flores simples que estão a beira da estrada, que eu não perturbe a caminhada de ninguém, que eu entenda que seguir faz bem, mas que, às vezes, é preciso ter-se a bravura de voltar atrás e recomeçar e tomar outra direção...
Que eu não caminhe sem rumo, que eu não me perca nas encruzilhadas, mas que eu não tema os que assaltam-me, os que embuçam, mas que eu vá onde devo ir e, se eu cair no meio do caminho, que fique a lembrança de minha queda para impedir que outros caiam no mesmo abismo...
Que eu chegue, sim, mas, ainda mais importante, que eu faça chegar quem me perguntar, quem me pedir conselho, e acima de tudo, me seguir, confiando em mim!"


Traduzione (di Cristina Menghini)

"So che nel mio Cammino c'è un destino e una direzione, per questo devo misurare i miei passi, prestare attenzione a ciò che faccio e a ciò che fanno coloro che mi passano accanto o ai quali passo io, accanto... Che io non mi illuda per l'animo e il vigore dei primi tratti, perchè arriverà il giorno in cui i piedi non avranno tanta forza, così si feriranno sul cammino e si stancheranno.... E comunque, quand'anche la stanchezza arrivasse, che io non mi disperi e creda che ancora avrò la forza per continuare, soprattutto quando ci sarà qualcuno ad aiutarmi... E' opportuno che, nei miei sorrisi, io ricordi che c'è chi piange e che, in tal modo, il mio sorriso non offenda la ferita di chi soffre: e anche, quando sarà la mia volta di soffrire, che non mi lasci dominare dallo sconforto, ma capisca il senso della sofferenza che livella e che rende tutti gli uomini uguali... E quando avrò tutto, cibo e coraggio, acqua nella borraccia, animo nel cuore, scarponi ai piedi e cappello in testa, non potrò così temere il vento e il freddo, la pioggia o il tempo.. Che non mi consideri migliore di quelli che rimangono indietro, poichè potrà esserci il giorno in cui non avrò più forze da impiegare e coloro che ho superato mi raggiungeranno e potranno scegliere se fare o non far nulla, come io avrò fatto, lasciandomi sul cammino, non potendo concluderlo... Anche quando il giorno risplende, rendendo la camminata più semplice ed amena, che io abbia il desiderio di vedere la notte; e quando scende la notte e l'oscurità complicasse l'arrivo, che io sappia aspettare il giorno come l'alba, il calore come una benedizione... Che io percepisca che camminare da solo può essere più rapido ma anche molto più vuoto... Qualora avessi sete che incontri una fonte sul Cammino, e se mi perdessi che trovi un'indicazione, una freccia, una direzione... Che io non segua chi disvia, ma che nessuno venga disviato seguendo i miei passi... Che la fretta di arrivare non mi allontani dall'allegria di osservare la semplicità dei fiori sul ciglio della strada, che io non disturbi la camminata di nessuno, che io capisca che andare avanti fa bene, ma che alle volte è necessario essere bravi a tornare indietro, prendere un'altra direzione e ricominciare... Che non cammini senza un percorso, che non mi perda attraversando gli incroci, che io non tema gli assalti o le oscure maschere, ma che sempre vada dove devo andare... e se cado nel mezzo del Cammino, che rimanga il ricordo della mia caduta per impedire che altri cadano nel mio stesso abisso... Che io arrivi, si, ma ancora più importante, che io faccia arrivare chi mi chiede consiglio e soprattutto chi mi segue, fidandosi di me..."

 

Carlos Alberto è un pellegrino di Bragança Paulista (SP). Ha camminato per 13 giorni da Siena a Roma lo scorso ottobre insieme ad un gruppo di amici brasiliani: Nicola, Carlos e Paulo. Con loro anche Cristina, in una straordinaria esperienza che presto vi racconteremo...

 

PeregrinosBrasileirosVF

Carlos Alberto, Nicola, Carlos, Cristina, Paulo

 

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